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Il fatto del mese

Stefano Actis

Il fatto del mese: Il Facetracking e il ban dell’Unione Europea

Nel mondo dell’intelligenza artificiale hanno fatto la loro comparsa i primi campanelli intelligenti e in prima fila si sono subito posizionati i colossi del big tech come Google e Amazon con, rispettivamente, Google Nest Hello e Ring, acquistata dal colosso di Jeff Bezos nel 2018 per più di 800 milioni di dollari.

Il loro funzionamento è pressoché simile: una telecamera integrata nel campanello permette di vedere da remoto chi ci sia davanti alla propria casa, così da rispondere in automatico con frasi registrate, ma soprattutto, tramite una tecnologia di riconoscimento facciale, permette di riconoscere chi stia suonando il campanello.
Ma c’è chi teme queste tecnologie.

Le paure nascono dalla partnership tra Ring e i commissariati di polizia di più di 400 città negli Stati Uniti, che, attraverso le immagini fornite dalla compagnia, possono implementare i database per il riconoscimento facciale; ma nascono soprattutto dall’utilizzo massivo di questa tecnologia da parte di governi autoritari come la Cina nello schedare i propri cittadini e perseguitare le minoranze.

Nel regolamentare l’Intelligenza Artificiale il primo passo è stato  fatto dalla Casa Bianca, che, attraverso un memorandum, ne ha incoraggiato l’uso e lo sviluppo, invitando l’Unione Europea a fare lo stesso; così non è stato e anzi, la vice-presidente della Commissione Europea, Margrethe Vestager, ha presentato un documento, ottenuto da POLITICO, che prevede un ban temporaneo (di tre o cinque anni) alle tecnologie di riconoscimento facciale su suolo pubblico, da inserire nel pacchetto di leggi che la nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha promesso di presentare nei primi cento giorni del suo mandato.

Dopo la rivelazione di questo documento, il fronte delle aziende del big tech si è spaccato in due: da una parte Microsoft e dall’altra proprio Google. Durante una conferenza a Bruxelles il CEO di Google, Sundar Pichai, ha accolto con entusiasmo il provvedimento e, in un editoriale al Financial Times, ha rincarato la dose affermando che «non bisogna chiedersi se regolamentare l’IA, ma comeapprocciare la regolamentazione»; d’altro canto, il capo dell’ufficio legale di Microsoft, Brad Smith, ha condannato la proposta affermando che «si può decidere se usare un bisturi o una mannaia» e che «l’unico modo per migliorare questa tecnologia è continuare a svilupparla; e l’unico modo di svilupparla è che sempre più persone la usino».

 A questo punto, si aprirà all’interno degli organi dell’Unione un dibattito sull’Intelligenza Artificiale, sulla sua regolamentazione e sui suoi possibili utilizzi, dopo le proteste portate dalla legge sul copyright, per cui si è tacciata l’UE di poca conoscenza del mondo digitale. Ci si aspetta ora una risposta ufficiale della Commissione, che dovrebbe arrivare per la metà di febbraio.

 

Restiamo in attesa; intanto, ci si ritrova il mese prossimo con il Fatto del Mese!

Il BlogNotes SaFa è un progetto di «cittadinanza attiva».

La redazione è composta da studenti della scuola. Dei Licei, per ora. Crescerà.

Sono gli alunni della scuola che si sono incontrati, hanno appreso le tecniche di scrittura per il web; hanno imparato i trucchi delle fotografie e della post-produzione di immagini; hanno preso atto che esiste una legge e una deontologia proprio perché esistono abusi e pericoli che si possono evitare.

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