DISPUTA CLASSICA

Beatrice Borgomastro

La potenza della parola e l’importanza della verità

La verità. Un concetto tanto semplice, ma con molte implicazioni che hanno spinto i pensatori, nel corso del tempo, a riflettere sulla sua natura e sulle sue conseguenze.

Si tratta di un filone di indagine che ha attraversato tutte le epoche e ha portato alla formazione di diverse opinioni e linee di pensiero. Si pensi a Socrate, la figura più osannata e probabilmente trasfigurata dal discepolo Platone; uno tra i filosofi sui quali si basa la maggior parte della cultura occidentale e che ci ha sempre insegnato che la ricerca della verità deve essere la ragione di vita dell’uomo, assunto che ha messo in atto, decidendo addirittura di morire per essa.

Passando poi ai Sofisti, sostenitori del relativismo assoluto, la verità ha perso completamente la sua oggettività: l’uomo non ha più certezze alle quali aggrapparsi, poiché vengono completamente eliminate le verità assolute. Questi filosofi hanno sfruttato il naturale egoismo umano e hanno cercato di convincerci che tutto quello che secondo noi era giusto lo era davvero; sarebbe stato un mondo perfetto, se nessuno avesse dovuto convivere con persone che la pensano diversamente, perchè Protagora affermava che “l’uomo è misura di tutte le cose”.

Ma chi aveva ragione? Il filosofo di Atene, il più saggio secondo il giudizio della Pizia, disposto a dare la sua vita per la ricerca della verità poiché la riteneva la ragione dell’esistenza; oppure gli antagonisti per eccellenza di questo pilastro della filosofia che dispensavano insegnamenti facendosi retribuire e sostenevano che la verità fosse costituita da molteplici punti di vista relativi, e che, dunque, non esistessero verità assolute?

È quando arrivano gli Scettici che tutte le certezze crollano, e quel filo gracile della verità si spezza senza possibilità di rimedio. Questi filosofi si sono impegnati a smontare tutto il lavoro di pensatori che per secoli avevano cercato di trovare una risposta alle domande dell’uomo riguardo alla verità, dicendo semplicemente che queste domande l’uomo non deve porsele, perché tanto non raggiungerà mai la verità ultima delle cose. Il giusto incoraggiamento, insomma.

Quindi, abbiamo capito che il mondo classico è scisso al suo interno riguardo a questo tema… e rileggendo il testo precedente, devo ammettere che può sembrare una grandissima supercazzola senza fine! Ma come definire l’evoluzione dell’uomo e della sua mentalità, se non come una lunga frase priva di senso logico, pronunciata con serietà e convinzione per confondere e burlare l’interlocutore?

L’uomo ha sempre cercato le risposte che più gli servivano alle domande che si poneva e che gli venivano poste dagli altri. La necessità di risposte porta alla disperata ricerca, che alcuni hanno trasformato nella loro ragione di vita.

Esperienze quali il dibattito sono importanti possibilità di esprimere il tuo ragionamento logico riguardo determinati argomenti, secondo le tue esperienze, secondo le tue conoscenze; non puoi che esserne onorato. Tra sentimenti di ansia, inadeguatezza, paura di fallire e voglia di far valere le proprie idee, volontà di dimostrare tanto, e vincere, per la sana competizione che caratterizza noi studenti del liceo classico, volta al continuo miglioramento, abbiamo partecipato a una competizione di dibattito sulla cultura classica che aveva come oggetto il tema della verità.

È stato soddisfacente poter combattere con tutte le forze e riuscire nell’intento di persuadere una giuria di professori e personalità con una cultura elevata attraverso le proprie argomentazioni. Quando ti viene proposto di trovare il modo per argomentare pro o contro determinate affermazioni, non chiedendoti quale sia il tuo punto di vista, ma semplicemente analizzando entrambe le facce della medaglia, ti viene offerta la fantastica opportunità di cambiare idea, o di mantenerla, ma di farlo sempre in maniera ragionata; solo conoscendo ciò che non sostieni, puoi rafforzare la consapevolezza in ciò che affermi.

Confrontarsi poi con coloro che sono costretti a parteggiare per la tesi opposta alla tua, e scoprire quali argomentazioni portano i tuoi avversari a sostegno del loro punto di vista, è un altro fattore che ti spinge a partecipare, perchè la crescita che il confronto ti porta è immensamente preziosa.

Questo tipo di esperienza fa capire l’importanza di come ti poni e anche la potenza del linguaggio in tutte le sue sfaccettature. Comprendi quanto la parola sia un mezzo per veicolare di idee e uno strumento di convinzione e di espressione senza limiti. Capisci che è fondamentale controllare l’actio, il linguaggio del corpo, un’arma a doppio taglio, perché parla prima che noi apriamo bocca. Le emozioni, molto spesso, vengono tradite dal corpo prima ancora che le parole siano pronunciate. Dunque, è importante saper controllare la propria gestualità per essere convincenti e risultare così vincenti, come ci insegna il cardine dell’arte della parola: Cicerone.

Dopo prove e prove di dibattiti, simulazioni, ricerche e documentazioni, ci sentivamo pronti ad affrontare questa sfida, per farci valere come squadra, ma soprattutto come sostenitori di idee, oratori in grado di dimostrare la validità di affermazioni delle quali non necessariamente si è convinti, ma che si devono difendere attraverso ragionamenti logici fondati e consequenziali. 

Quando la soddisfazione supera la vittoria, non può che rimanere un felice ricordo di un’esperienza che ti ha lasciato tanto e ti ha fatto capire molto.

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